EmmaSays

Viaggio a Monte Sole (Marzabotto)

aprile18

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Si inizia un viaggio con l’intento di vedere qualcosa di nuovo e rilassarsi. Si inizia un viaggio e spesso si raccolgono cose che non ti aspetti. A volte hai mire precise su ciò che vuoi conoscere: un evento particolare, i suoi luoghi e le persone che ne sono state coinvolte. Mire sciocche se si tratta di Monte Sole: si viene travolti e stravolti dalla crudezza e dal dolore che ruderi rievocano e che le poche righe sui cartelli apposti descrivono.

Quest’estate partiti con l’intenzione di fare un giro in vespa e conoscere i dintorni collinari di Bologna ci siamo fermati in quel di Monte Sole senza riuscire a muovere oltre.

E tra le rovine delle case disperse tra i pendii, i resti di quella che era la Chiesa della Comunità di Monte Sole a Marzabotto e il cimitero di Casaglia dove si è consumato uno degli efferati eventi, ci siamo fermati. E un silenzio è sceso dentro.

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(Qui sono stati uccisi una madre con i suoi nove figli. I tedeschi li chiusero dentro e lanciarono verso la finestra le bombe giocando a centrare il buco, fino a farli morire tutti.)

(la Chiesa di Casaglia dove il prete Don Ubaldo Marchioni fu giustiziato dietro all'altare rivolto verso l'immagine sacra sullo sfondo)

(la Chiesa di Casaglia dove il prete Don Ubaldo Marchioni fu giustiziato dietro all'altare rivolto verso l'immagine sacra sullo sfondo)

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(Hitler disse: ‘Dobbiamo essere crudeli, dobbiamo esserlo con tranquilla coscienza dobbiamo distruggere tecnicamente, scientificamente.’ I superstiti della strage raccontano i giorni 29-30 settembre e 1 ottobre 1944 furono i più terribili, ma la carneficina continuò anche poi.. ‘Appena giorno, avevo contato 54 grandi falò di case isolate e a gruppi, bruciare intorno vicini e lontani. Ci riunimmo tutti sul piazzale della chiesa di Casaglia. Ci dicemmo che i nazifascisti venivano per i partigiani e quindi i vecchi donne e i bambini potevano stare in Chiesa. ‘...buttarono giù la porta. Facevano venir fuori tutti e li picchiavano ridendo.Il parroco lo uccisero con una raffica sopra l’altare.Ci condussero tutti al cimitero dove dovettero scardinare il cancello con i fucili. Ci ammucchiarono contro la cappella tra le lapidi e le croci di legno. Loro si erano messi negli angoli e si erano inginocchiati per prendere bene la mira.Aprirono il fuoco e gettarono anche delle bombe a mano.Sparavano basso per colpire i bambini. Così nel cimitero di Casaglia furono massacrate 195 persone di 28 famiglie, fra le quali 50 bambini. La nostra pietà per loro significhi che tutti gli uomini e le donne sappiano vigilare perché mai più il nazifascismo risorga)

(Ci colpì questa madre col figlio nell'atto di entrare nel cimitero dove tante madri con i figli entrarono per non uscirne più)

(Ci colpì questa madre col figlio nell'atto di entrare nel cimitero dove tante madri con i figli entrarono per non uscirne più)

Il dolore incredulo e l’impotenza di fronte a ciò che è accaduto tra il 29 e 30 settembre 1944 hanno trovato nel loro bruciarci dentro un po’ di attenuamento, grazie alla consapevolezza che solo il Ricordo di quegli eventi può permettere loro di essere accettati e dare un senso a ciò che accadde. E noi, ricordando, abbiamo capito la guerra e la strage di innocenti inconsapevoli che essa comporta.

Il Padrone ad Armando: “E’ la storia che è piena di guerra.”

Armando, il contadino padre di Martina: “Chi se ne frega della storia e di chi la fa!”

770 morti.

La maggior parte bambini.

Non ci sono sconti su ciò che Monte Sole lascia nei cuori. E, dopo quel che è accaduto,  non ci sarebbe ingiustizia più grande che dimenticare.

Il prete della Chiesa cercò di salvare le donne gli anziani e i bambini che vi si erano rifugiati, ma tutti vennero portati fuori e lui fu giustiziato sull’altare. Uscendo dalla Chiesa, i tedeschi condussero tutti verso il cimitero di Casaglia. Forzarono il cancello e li fecero entrare disponendo davanti i più bassi, i bambini, per mirare meglio. In  questo stesso modo, chi non era corso in Chiesa a rifugiarsi, fu preso a casa propria fatto uscire e indistintamente tutti furono sterminati. Bambini davanti e adulti dietro. Così per essere sicuri di prenderli tutti. I morenti o i feriti furono finiti con un colpo di pistola ad uno ad uno.

Questa è Monte Sole. E questa è Martina, che nel film ‘L’uomo che verrà’ su questo eccidio, scrive:

“Ecco la cosa che ho capito … che molti vogliono ammazzare qualcun altro, ma non capisco perché

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A Pasqua…non mangiate l’Agnello.

marzo26

Ci sono le uova di cioccolato!! E la gioia di stare a tavola con i parenti e la poesia dei bimbi per i genitori.

Non mangiate l’Agnello. Risparmiatelo.

Invece di sacrificarlo,  sacrificatevi in prima persona e scegliete altro.

Perfavore.

*Emma*

agnello

dall’Internazionale http://www.internazionale.it/sommario/

“Probabilmente il paragone più efficace è con le sigarette. Oggi perfino i fumatori più accaniti ammettono che era assurdo quando si fumava negli ospedali o sugli autobus e si pensava che le sigarette facessero venire solo un po’ di tosse. Arriverà il giorno in cui ripenseremo con stupore e vergogna a quanta carne mangiavamo. Il nuovo libro di Jonathan Safran Foer, Se niente importa, ha il merito di non voler convincere a tutti i costi. Lo scrittore americano racconta quello che ha visto negli allevamenti intensivi. E mette in fila i numeri. L’industria della carne vale 150 miliardi di dollari, mangiamo 50 miliardi di animali all’anno, gli allevamenti occupano un terzo delle terre emerse del pianeta e sono una delle principali cause del cambiamento climatico. Safran Foer la definisce una guerra, una barbarie industriale combattuta usando tecniche di manipolazione genetica. Gli animali sono nutriti con diete a base di farmaci, allevati in condizioni igieniche oscene, privati della loro mobilità, uccisi con sofferenze insopportabili. Sono ridotti a merci in una catena di montaggio che ha come unico obiettivo fare più soldi. Mangiare o non mangiare animali è uno di quegli argomenti che non lasciano indifferenti. Segno che il cibo è di gran lunga più importante del suo scopo primario. E può essere un buon argomento di discussione a tavola, anche il giorno di Pasqua. Possibilmente prima che arrivi l’agnello al forno. ” (- Giovanni De Mauro )

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