aprile 14

Qualche giorno fa ho letto su un quotidiano un pezzo di una poesia di Dunya Mikhail che ringraziava le persone che non amava. Incuriosita dal titolo originale e chiedendomi dove volesse andare a parare, l’ho letta tutto d’un fiato ritrovando in ogni passaggio una linea divertente di quello che di solito accade quando ami qualcuno. Non sempre quando si ama qualcuno è una cosa che fa bene.

La poesia recita così:

“ringrazio tutti coloro che non amo perché non mi fanno venire il mal di testa/

non mi fanno scrivere lunghe lettere/ non agitano i miei sogni/ non li attendo con ansia/ non leggo i loro oroscopi sul giornale/non compongo il loro numero di telefono/ non li penso. Li ringrazio molto/ non mi mettono in subbuglio la vita”.

Quante volte e a quante persona capita di lucubrare, sviscerare, pesare ogni parola della persona amata fino a farsi venire un tremendo mal di testa? Io ne conosco almeno una decina.

E quante volte avete scritto lettere, mail brense d’amore. Strazianti. Emozionanti. Di quelle che a rileggerle ti fanno scendere le lacrime? Io ne ho scritte un centinaio di cui la metà non sono state mai spedite e la metà della metà non sono state capite. E ancora quante volte nel cuore della notte è capitato di svegliarsi perché si stava sognando la persona amata che magari se la faceva sotto i tuoi occhi con la sua ex? Quante volte abbiamo fatto finta di leggere un articolo e invece stavamo leggendo l’oroscopo, l’affinità di coppia, di date di nomi di oracoli e chi più ne ha più ne metta??? E infine quante volte volevamo chiamarlo ma ci mancava il coraggio e allora componevamo il numero di telefono fino alla penultima cifra per poi riattaccare???

Si potrebbe scrivere un trattato su ogni passo della poesia rispetto a “quello-che-le-persone-che-non-amo-non-mi-fanno-fare-e-per-le-quali-a-questo-punto-provo-un-forte-sentimento-di-stima”, ma evviva la semplicità di queste righe che da sole dicono tutto.

Mi chiedo solo cosa accadrebbe se per un solo secondo riuscissimo ad annullare il fastidio che a volte ci procura amare, forse saremmo tutti più leggeri e tutti un pochino meno depressi.

Meno male che non sono tante le persone che amo perché altrimenti vivrei perennemente nel reparto psichiatrico della Neuro, che -vi assicuro- è decisamente troppo bianco.

Vostra Milena

La Neuro.